Sabato pomeriggio di fuoco,
solita partita di calcetto scapoli-ammogliati (con figli annessi).
Mi scorazzo per il campo la mia zavorra di chili in più (dai 5 ai 10), sbuffo, arranco, ed ecco l’attimo perfetto.
Fermo la palla a centrocampo come il miglior Ibrahimovic, finta e salto il primo avversario, stessa sorte per i due successivi saltati come birilli, arrivo davanti al portiere, pallonetto vincente, RETE RETE RETE.
Esulto come Tardelli al mondiale 82, corro felice per tutto il campetto, quando sento fuori dal campo un ragazzino di circa 12 anni che dice a suo padre:
Papà, ma anche i vecchi giocano a calcetto e gridano forte.
Il padre: ma guarda che quel signore è più giovane di me ha solo tutti i capelli bianchi ed un pò di pancetta.
Risultato:
Dammi una lametta che mi taglio le vene, mi faccio meno male di un goal da campione.

