“Prima di parlare,
prima dell’amore prima,
prima di tutto, dovresti stringermi forte farmi male”
Alla mia dolce principessa,
felice apostrofo nelle mie giornate nevrotiche,
e nelle difficoltà rifugio sicuro.
La folgorazione ti coglie impreparato e ti sconquassa,
ti divide e ti ricompone secondo le sue necessità,
non segue un ordine e non lo crea,
ne ha uno suo che a volte non ha logica,
perchè l’amore non è logico.
Passione, dolcezza, desiderio, attrazione, voglia e quanto altro si possa aggiungere ti seducono e ti lasciano lì, senza lode e senza infamia, ma pieno di sensazioni che ti aprono e ti richiudono al mondo.
Non ricordo com’era la vita prima di te, ma sò che dopo tu l’hai cambiata.
Ero felice? non lo sò, non lo ricordo.
Ero completo? proprio no.
Ora le mie passioni si riconciliano con il mondo, il tuo porto sicuro ha calmato la tempesta e le mie sensazioni si riconciliano.
Ma avevo vissuto realmente prima di te o avevo portato avanti la mia esistenza senza un valido motivo per farlo, solo perchè un giorno seguiva l’altro e poi un altro ed un’altro così fino a te.
Oggi apro gli occhi e mi dico lei esiste ed io ci sono e tutto ciò che faccio e ciò che sono mi riportano a te mia dolce, dannazione e paradiso al tempo stesso, tu mi dai la gioia e la riprendi, ed io burattino fra le mani di questo amore ne vivo il difficile agoniando il dolce che sà darmi.
Il commiato è difficile, tante le cose da dire o i sentimenti da esprimere che non possono essere espressi in parole, vorrei mia dolce che tu fossi il mio cuore per comprendere quanto profondo ed articolato e ciò che provo, ma ti prometto che se tu lo vorrai, cercherò giorno per giorno di rendere più chiari questi mie sentimenti.
