Archivio per 4 Luglio 2008

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Sliding doors #2

Luglio 4, 2008

ATTO II

L’INNAMORAMENTO

Galeotto fù il cinema!!

Ci si incontra alle 20,00 puntuali, persone presenti quattro, io, lei, mia sorella ed il suo fidanzato, sarà un caso? mah!!!

Fatto stà, che a metà del primo tempo la mia mano, casualmente, era finita sulla sua e dopo pochi minuti le nostre dita erano talmente strette che sembravano fuse in un unica mano, e così rimasero per tutta la durata di quel film!

I tre giorni seguenti, passati al paese, fino all’espletamento del concorso, furono una continua ricerca dell’incontro con Lei, ed il giorno precedente alla partenza, quando la riaccompagnai a casa, presi il coraggio a due mani: la baciai.

Non v’erano dichiarazioni d’amore, proposte o richieste, ci si viveva a pieno senza riflessioni (d’altronde l’amore non ha ragione, ma si accompagna alla follia ).

Alla partenza, mentre lei mi salutava, già mi mancava; i 15 giorni seguenti furono un continuo rincorrersi al telefono, avevamo di che parlare per ore nonostante ci si conoscesse appena; ma, arrivò il giorno del rifugio (al tempo della mia convivenza, un giorno la settimana, mi isolavo dal mio mondo caotico andando a trovare dei miei parenti che avevano due figli piccoli con i quali giocavo tutto il giorno), lei riusci a trovare il modo di raggiungermi anche lì,  ed io che non sopportavo le intrusioni in quel mio piccolo mondo tranquillo e al telefono le dissi: “come hai fatto a trovarmi anche qui”, con un tono di voce che non era molto amichevole.

Lei, che già aveva deciso, ragionandoci sù molto per non soffrire, di terminare lì la nostra giovane relazione, a quell’accoglienza prese maggiore vigore per dirmi ciò che aveva in mente e cioè: “ho deciso di terminare qui prima che le cose diventino più profonde e che io possa soffrirne troppo”.

Non riuscì a controbbattere molto, ero interdetto da quella frase e dalla decisione che aveva nel comunicarmela, tanto che mi sembrava di essere colpito da un fulmine a ciel sereno, credo di aver farfugliato al telefono: “se hai deciso così non posso farci nulla”.

Ma dopo l’interdizione del primo momento, mentre terminavo la mia cena, ore 22,00 circa, decisi che non poteva mollarmi senza guardarmi negli occhi, e nonostante avessi smontato dalla notte di servizio e passato l’intera giornata a casa dei miei parenti, presi l’auto (la vecchia gelsomina, una A 112 che aveva quasi i miei anni) e mi spostai dal termine di viale Padova a Milano sino a Melegnano, per una doccia veloce, prendere spazzolino e l’occorrente per lavarmi il viso e corsi in stazione centrale sempre a Milano, il tutto nell’arco di circa 60 minuti.

Arrivai in centrale appena in tempo, sotto una pioggia battente, per prendere al volo l’ultimo treno della notte, mollando gelsomina in divieto di sosta, acquistando un biglietto di andata e ritorno per Bari.

Ho viaggiato tutta notte seduto in uno scompartimento di una carrozza insulsa, di un espresso che viaggiava con due ore di ritardo e come compagni di viaggio quattro vecchietti che avevano deciso di tenere un concerto, un continuo russare, ed un ragazzo che per tutta notte entrava ed usciva dallo scompartimento; ma mi importava poco volevo arrivare a Bari per quardarla negli occhi mentre mi diceva che era finita!!!

Giunto a Bari alle 10,30 anzichè alle 9,00, sotto un sole splendente (era fine novembre), andai direttamente nella bottega di un barbiere nei pressi della facoltà di lettere dove riuscì a lavarmi il viso, farmi sbarbare, pettinarmi e rendermi più umano (ormai erano circa 48 ore che non dormivo), fatto ciò entrai in ateneo e ricordavo soltanto che uno dei suoi professori universitari era il Prof. Tateo preside della facoltà, senza indugiare un attimo entrai nella sua aula e misi a soqquadro tutto per vedere se lei fosse lì, ma purtroppo non c’era, e dopo essere stato messo alla porta dal Prof. succitato, cominciai a chiedere a tutti coloro che incontravo se la conoscevano e se l’avessero incontrata.

Ore 12,00, le mie speranze cominciavano a scendere e con loro il mio umore, quando all’improvviso la vidi,  bellissima e trafelata, uno dei suoi compagni d’università gli aveva recapitato un messaggio errato, dicendogli: “Il prof. Tateo ti stà cercando”; anzichè un ragazzo ti stà cercando nei pressi dell’aula del prof., chissà cosa immaginava dovesse dirgli il preside, era talmente confusa che non si rese conto che ero lì accanto a lei, ricordo di averle detto: è vero che mi hai mollato ma non mi saluti neanche”.

Non dimenticherò mai la sua faccia tra lo stupore, la gioia, la felicità e chi più ne abbia, di sentimenti positivi ne aggiunga, perchè c’erano tutti nel suo sorriso; siamo restati circa 10 minuti abbracciati senza parlare.

Segue!!!!!!!!!!!