Archivio per 8 Luglio 2008

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Sliding doors #3

Luglio 8, 2008

ATTO III

L’INNAMORAMENTO

Il racconto si era interrotto con i due protagonisti che si erano appena incontrati, una precisazione prima di riprendere, lei mi ha detto: non ti ho salutato, perchè stavo per svenire, per lo stupore e l’emozione di vederti!

Dopo i saluti, abbiamo lasciato le sue amiche di università e siamo andati in piazza Umberto I, dove lei mi ha ripetuto per più di 100 volte che ero un matto (ed, in effetti, lo sono), le ho chiesto se pranzavamo insieme e lei mi fa: la mensa universitaria è lontana ma se vuoi, ci andiamo! ed io le risposi: non ho fatto mille km per mangiare alla mensa universitaria!

Siamo andati in un ristorante in Via Principe Amedeo, di quel pranzo ricordo di aver mangiato salmone per antipasto e un milione di parole, i suoi occhi cangianti (azzurro, verde e grigio che si confondevano) nei miei, le mani che s’intrecciavano e non si staccavano neanche all’arrivo delle portate seguenti, che ovviamente non abbiamo quasi toccato.

Dopo due ore nel ristorante, abbiamo fatto due passi per la centralissima via Sparano e poi di fronte al Petruzzelli (prima del rogo) dove le ho regalato una rosa rossa, abbiamo parlato di tutto, dai libri all’università, del mio lavoro e dei turni di servizio nei giorni successivi, ma non abbiamo quasi affrontato ciò che era successo al telefono la sera precedente, era inutile, entrambi sapevamo che avremmo voluto tutto, tranne separarci.

Alle 18,00 ci siamo diretti in stazione per prendere il treno, io per Milano, lei per casa sua, ma meraviglia delle meraviglie il mio biglietto si era volatilizzato (d’altronde me l’aveva tirata che o avrei perso il biglietto oppure il treno non partiva), ed era inutile pensare di cercarlo per quanta strada avevamo percorso quel pomeriggio, ho rifatto un biglietto per Milano e dopo averla accompagnata al suo treno, ho atteso il mio espresso che partiva alle 19,20 e dopo aver viaggiato per tutta notte, alle 6,20, con un’ora di ritardo, arrivai in stazione centrale con la speranza di ritrovare la mia gelsomina parcheggiata in divieto di sosta con rimozione forzata poichè alle 7,00 dovevo essere in ospedale a Melegnano per il mio turno di servizio e con mia somma sorpresa c’era ancora.

Un tour de force che però ha lasciato splendidi ricordi e sensazioni indimenticabili a entrambi.

Altri trenta giorni lontani, tempo in cui la vecchia sip ha beneficiato abbondantemente della distanza che ci separava. Intanto erano giunte le vacanze natalizie, occasione per lei per raggiungermi in quel di Milano, approfittando dell’invito di una sua parente precedentemente varie volte rifiutato, ma a Milano son cominciate le prime incomprensioni, oggetto della prossima puntata.

Segue>>>