Archivio per 14 Luglio 2008

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Sliding doors!! #4

Luglio 14, 2008

ATTO IV

TRA INNAMORAMENTO ED INCOMPRENSIONI

L’incontro di due mondi talmente differenti (io: imprevedibile, libertino e senza regole, lei: frutto di una rigida educazione e di una vita da borghese provinciale), portarono le prime incomprensioni che alla luce di quello che è successo in seguito erano solo sciocchezze.

Ero talmente personaggio nella mia vita al nord da non rendermi conto che tale atteggiamento su di lei avrebbe avuto un effetto quanto meno destabilizzante.

Ma veniamo ai fatti: all’arrivo a Milano, lei mi chiamò immediatamente ed io non esitai a raggiungerla, passammo un pomeriggio tranquillo, le feci visitare qualcosa di Milano con la mia auto nuova ed alla sera cominciò a venir fuori il personaggio, chiamai due mie amiche (studentesse ed andammo a trovarle.

Al termine della serata la stavamo riaccompagnando ma, mentre raggiungevamo l’abitazione della sua parente, l’auto si fermò ed io costrinsi le tre donzelle a spingerla, resomi poi conto che non avremmo potuto proseguire, la lasciammo in un parcheggio, riaccompagnammo lei con i mezzi e la salutai dicendole: “vado a dormire da loro!!”.

Ovviamente, questa affermazione non passò inosservata (già aveva digerito a malapena la storia della convivente, ora anche le amiche, studentesse fuorisede ed anche piuttosto libertine!).

L’indomani andai a prenderla e ci recammo dal concessionario che mi aveva venduto l’auto, il mio amico venditore (un bel fiol) fece un pò di moine alla mia lei, la quale senza colpo ferire utilizzò questo accadimento per rendermi pan per focaccia (strane storie di gelosia fra uomini e donne), così riuscimmo a litigare per buona parte del pomeriggio ed alla  sera andammo in un locale etnico dell’epoca che si chiamava Zimba dove si ballava musica afro e si beveva molto, inoltre girava tanto di quel fumo che la nebbia al confronto era solo una leggera foschia, ma anche qui accettò la strana situazione in nome dell’amore per me.

Il massimo lo raggiunsi il terzo giorno quando poco prima che ripartisse la portai a visitare Melegnano, paese dove abitavo e lavoravo. Raggiunto il paese facemmo un breve giro e giunti nei pressi di casa mia le dissi che non potevamo entrare poiché avremmo disturbato la mia convivente, ovviamente lei questa la mandò giù davvero come olio di ricino, ma visto che doveva partire chiuse in fretta la faccenda.

Tutte queste differenze dall’uomo che credeva di aver conosciuto al paese e che le apriva la portiera tutte le volte che entrava in macchina (la maniglia della vecchia Gelsomina era rotta e c’era un sistema che solo io conoscevo per aprirla) e la persona che l’aveva accompagnata in giro per la metropoli, crearono un clima di tensione che si disciolse poco tempo dopo.

Infatti, a distanza di venti giorni ricevetti l’avviso che avevo vinto il concorso e che potevo tornare al paese, ovviamente non attesi oltre, ripartì subito.

Credo sia stato il trasloco più veloce della mia vita; ormai, sentivo di non aver più nulla a che fare con quel mondo da single senza regole, il mio mondo era lei.

Per quasi un anno fu esattamente così, vivevamo una simbiosi perfetta, tranne che per le ore di lavoro.

Era un concentrato di nuove esperienze, giochi, divertimento e complicità; credo di aver bucato più gomme in quell’anno che in tutta la mia vita (era la scusa preferita con i suoi per giustificare i ritardi e per fortuna non esistevano i cellulari).

Ma al termine di questo periodo da favola, le cose cambiarono e di qui cominciò il periodo delle montagne russe, di cui vi parlerò in seguito.