Ho una bimba bellissima, che ha compiuto sei anni una settimana fa, caschetto biondo, denti assenti? quattro (due incisivi centrali superiori, due incisivi laterali inferiori), tasso di simpatia all’infinito più uno.
La mia Gioia (di nome e di fatto) però ha un piccolo difetto, odia lavare i capelli, le da fastidio l’acqua che le finisce sugli occhi, nonostante l’utilizzo del lavatesta, asciugamani pronto nella mano ecc. ecc., tutte le volte che lava i capelli, sono strilli, rimbrotti e pianti che non terminano mai.
Stufo di questa situazione, lo scorso mese mentre eravamo in vacanza in Sicilia, ho deciso di affrontarla di petto per farle superare la fobia dell’acqua sul viso; con piglio deciso, sguardo truce e determinazione di marines gli ho detto oggi ti lavo io i capelli.
Ovviamente lei non era contenta anzi non voleva, ma, poi si è piegata con un “va bene” talmente trascinato che sembrava già un lamento.
Per rendere meno amara la cosa gli ho detto ti racconto una favola, la rianimazione è stata immediata. Ed ora vi racconto la favola inventata sull’istante:
La principessa dai capelli d’oro
Vi era nel regno di laggiù, una principessa dai capelli d’oro che non voleva mai lavare i capelli. Ogni volta che l’obbligavano a lavarli, tutto il regno si spaventava per le urla della principessa e qualcuno dei servitori veniva ferito dalla concitazione dell’impresa.
Un giorno, una fata che si trova di passaggio per il regno, senti quegli strilli disumani e chiese ad un abitante del regno da dove provenissero e perchè, quando questi gli spiego, la fata si recò al castello.
Cercò di convincere la principessa che il suo modo di comportarsi era sbagliato, ma di fronte all’arroganza e la prepotenza di quella decise di punirla e le fece un sortilegio.
La punizione consisteva nel fatto che i suoi capelli, da quel giorno, sarebbero diventati neri e puzzolenti, ad ogni tentativo di tagliarli o di pulirli, il giorno successivo gli stessi ricrescevano più folti e più puzzolenti.
La povera principessa ormai lavava i suoi capelli due volte al giorno, per cercare di sopportare l’olezzo che questi emanavano, ma visto che non si riusciva a trovare nessun rimedio, decise che si sarebbe concessa in sposa a colui che avrebbe risolto il suo problema.
Vari sudditi del regno, principi dei regni vicini si presentarono con soluzioni che però, di fatto, risultavano solo peggiorative.
Tempo dopo, quando la poverina era ormai convinta che non ci fosse rimedio, dal regno oltre le sette colline giunse un giovane su di un cavallo bianco, questi, chiese udienza alla principessa e quando fu ricevuto le disse che lui aveva il rimedio e che da li a pochi giorni avrebbe risolto il suo problema.
Il giovane aveva saputo dalla fata che aveva lanciato il sortilegio, che il rimedio consisteva nel lavare i capelli di lei con l’acqua della fonte miracolosa, nella quale dovevano essere immerse delle piante raccolte nella foresta incantata.
Dopo il colloquio riparti per la foresta incantata, dove raccolse ginseng, simmodsia chinensis (da cui avrebbe estratto un olio), camomilla e camellia sinensis.
Terminato il raccolto, si indirizzo alla volta della fonte miracolosa cavalcando per due giorni e due notti, attraverso la valle della morte, la gola degli assasini e sfuggendo a mille pericoli.
Giunto all’ubicazione della fonte miracolosa, alle pendici del monte Miraculum, doveva affrontare l’ultimo pericolo, il drago malinconico che di solito era anche un pò burbero.
All’arrivo del giovane, il drago lo minaccio, ordinandogli di andare via e per rafforzare l’affermazione lanciò una lingua di fuoco, ma questi per nulla impressionato continuò ad avanzare e giunto nei pressi del drago, gli chiese di parlargli per proporgli un’accordo.
Dato che il giovane era un non violento, non voleva uccidere il drago ma conoscendo il suo problema caratteriale, gli propose che: se lui l’avesse fatto ridere avrebbe potuto prendere un pò dell’acqua miracolosa altrimenti sarebbe andato via, il drago accettò.
Allora il giovane gli racconta una barzelletta: Un lombrico dice ad un altro “Sei proprio un verme…”
Udita la barzelletta, il Drago cercò di restare impassibile, ma, dopo pochi secondi cominciò a ridere, ed in base agli accordi presi fece prendere un pò d’acqua al giovane, il quale avendo ormai tutto il necessario, si precipitò al castello della bella principessa e preparò il suo infuso per annullare il sortilegio.
Dopo che utilizzo il preparato, i capelli della principessa tornarono di oro, ed ella corse a ringraziare il suo salvatore il principe Balsamo Gionso.