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A volte dieci minuti possono dilatarsi!!!

dicembre 1, 2010

Le 02,30; sbadiglio!

Di ritorno da una chiamata notturna, che periodicamente interrompe il mio sonno o lo rimanda semplicemente e per assistere alle difficoltà o alle storture che la vita porta con se, mi ritrovo solo in auto con il corpo stanco (lo sbadiglio è il modo in cui la realtà si rende evidente) ma la mia mente viaggia come i vecchi dischi a 78 giri, mentre di solito per farla girare devo azionarne la manovella.

È l’ora in cui la maggior parte delle migliaia di abitanti di un paese del sud Italia, ma sempre a nord di qualcos’altro, dorme di un sonno senza sogni, pochi fortunati sognano e con i sogni spesso raggiungono quelle poche speranze che ad occhi aperti non si realizzeranno mai o mai così facilmente, altri invece raggiungono i loro incubi anche durante questo lasso di tempo in cui speravano di non venirne raggiunti.

Ed io?

In un agglomerato di lamiere con ruote, percorro il breve tragitto che mi separa dal mio nascondiglio e dalla speranza di un sonno che ristori le membra, ma, mentre il corpo mi ricorda che è l’ora migliore per qualcos’altro la mia mente no.

Nella mia testa risuonano le parole di Col che mi dice: ma il blog lo hai abbandonato? Eppure mi sembrava che non andasse male ……….. ed un’altra frase associata ad un numero di telefono mi ricorda: chiamami anche di notte a me non dispiace ……….

Anche a me non dispiacerebbe, ma rischierei di interromperne il sonno o ancora peggio i sogni, ed allora desisto, ed ironia della sorte mentre penso a tutto ciò il mio sguardo si posa su una serie di luci votive, un sorriso si posa sulle mie labbra e penso che cerco riposo ma quella vista mi ricorda che potrebbe essere molto lungo il tempo del riposo.

Per un attimo anche il cervello rallenta, ed associo i pensieri al fatto che oggi è il primo di Dicembre, periodo in cui ogni anno il mio numero si aumenta di una cifra ed allora penso alla lotteria e quando l’estrazione mi riguarderà personalmente.

È una strana notte fuori ci sono 14 gradi, piuttosto insoliti per il periodo, e nessuno in giro o quasi, perché nello stesso istante in cui lo penso due giovani alla balaustra del lungomare sono fermi a guardare ed ascoltare la ritmicità delle onde.

Altro incremento di giri e si vola indietro di due anni, quando a quest’ora anziché sperare di dormire, indossavo i miei panni da avatar di fronte ad uno schermo e giravo nel mare infinito del web per parlare con la gente più disparata (dall’Argentina alla combriccola italiana, passando per la Spagna), ma questo è un altro argomento e come il tempo cambia o semplicemente cambiano le cose che ci attirano.

Ma torniamo alla domanda: ma il blog lo hai abbandonato?

No non l’ho abbandonato ho solo omesso di scriverci, ma ho continuato a seguire alcuni dei miei amici virtuali ai quali la passione delle parole impresse nel web non è mai mancata, ed ora ritorno con queste piccole elucubrazioni da persona assonata o semplicemente disturbata!!!

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