Posts Tagged ‘Sorrisi’

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Un debito non pagato è un credito insoddisfatto!!

novembre 27, 2008

Alcune sere prima di hallowen,

 mia figlia (di sei anni), la mia Gioia,  aveva scritto una piccola storia per la notte dei defunti e mi aveva fatto promettere di postarla sul blog.

Non avendo ancora risolto i miei problemi di ADSL l’avevo lasciata sull’altro computer e poi me ne ero dimenticato.

Oggi, dopo svariati giorni, lei mi ha chiesto di mostrargli dov’era pubblicata la sua storia, avrei voluto sparire, per il fatto chè non l’avevo pubblicata, quindi ora mantengo la promessa fattale oltre un mese fa!!

 

LA NOTTE DEI FANTASMI


UN GIORNO, LA SERA, DALLA FINESTRA VIDI UN OMBRA CHE IO CREDEVO FOSSE UN FANTASMA. A QUELLA VISTA MI SPAVENTAI, ALLORA ANDAI IN CUCINA A DIRLO ALLA MAMMA.

LEI MI RISPOSE LO AVRAI IMMAGINATO.

DOPO DI CHE ANDAI A LETTO E MENTRE MI ADDORMENTAVO SENTI UNA VOCE DOLCE CHE MI DICEVA BUONANOTTE SOGNI D’ORO.

ED IO CAPI’ CHE ERA L’ANIMA DI UN DEFUNTO DELLA MIA FAMIGLIA, E QUINDI UN FANTASMA BUONO.

By Gioia

Ora mi auguro che i vostri commenti non siano: da ora in poi è meglio se a scrivere sul blog sia lei e non io!! 😀

L’ho riproposta esattamente come lei l’aveva scritta, ovviamente in maiuscolo visto che non aveva ancora imparato il minuscolo!! 🙂

Quando ha visto che la stavo postando, si è sentita nuovamente una piccola fata!!

 

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Ti amo fedele compagna.

giugno 11, 2008

Ho un’amante, discreta ed affidabile.

Ormai, sono anni che sono assogettato a lei, è divenuta una piacevole costante, una compagna inseparabile.

Quando mi avvolge fra le sue braccia mi da sensazioni di leggerezza, di piacevole abbandono, oramai sono talmente abituato a lei che quasi non potrei vivere senza.

All’inizio è stata dura, avendo famiglia (moglie e due figli) era difficile riuscire a far convivere le due cose, anche perchè la sua presenza nel tempo si è resa più invadente togliendo tempo attivo alla mia famiglia.

 

 

Ma, per fortuna, fra 10 giorni parto per le vacanze e per un pò me ne libero di questa benedetta stanchezza perenne. 

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Unità di misura

giugno 7, 2008

Le stranezze della vita sono tante, oggi cercherò di farvi partecipi di una delle ultime che mi sono accadute.

Con l’arrivo della pubertà noi maschietti abbiamo scoperto la nostra sessualità e di solito il gioco preferito in quell’età era la misurazione dell’organo sessuale, ovviamente, c’era sempre qualcuno che l’aveva più lungo o più grande.

Per fortuna andando avanti con gli anni si dimenticano i traumi giovanili ed ogniuno si costruisce le sue certezze con l’onesta professione (della serie non è enorme ma funziona benissimo).

Ora nel corso del mio quarantunesimo anno non avrei mai pensato di ritrovarmi con l’invidia della misura dell’attrezzo di qualcun’altro, invece, ieri è successo durante una conversazione a tre (io, lui e lei) su skype lo scambio dialettico è stato più o meno questo:

lei detta anche the voice: non preoccuparti tanto lui c’è l’ha piccolo;

io: sì, ma il problema è come funziona;

lui: beh il mio funziona benissimo, mi dà un pò di rigidità nucale ma è perfetto;

io: ma secondo voi il mio funziona male?;

lui: ormai è vecchio.

E lì ho capito: oggi mi compro un microfono nuovo, perchè mentre loro sembrano degli attori consumati di teatro, io assomiglio al corvo della favola del corvo e la volpe.

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Tempo e tecnologia.

giugno 1, 2008

Bisogna partire da una considerazione primaria, gli uomini rispetto alle donne crescono (fisicamente ed evolutivamente) in maniera differente.

Il passaggio dalla sindrome di Peter Pan (enta) a quella di Hook (anta) ha rappresentanto per me una fase difficile della vita (crisi di mezza età?). I segni del tempo si sono manifestati con apatia, fastidio, andropausa incipiente, colon irritabile, musonite cronicizzante e antipatia dilagante.

Per uscirne l’unico modo era: viaggiare per nuovi mondi.

Ed è qui che è intervenuto il Doctor Col, mi ha fatto conoscere l’ultima frontiera del nuovo mondo: Second Life (conosciuto anche come metamondo), a tal proposito per chi fosse interessato la mia seconda identità è Vin Checchinato.

Considerando che prima quasi ignoravo l’esistenza delle chat il passaggio è stato arduo e forse neanche indolore. Infatti, ritengo di non essere un perfetto utilizzatore delle potenzialità dei pc e delle sue applicazioni, ma un praticone, quindi la fase di adattamento a sl è stata lunga e laboriosa ed ancora inconclusa.

Man at work.

Ma la frequentazione è stata altamente istruttiva e produttiva, mi ha fatto superare la crisi ed inoltre mi ha fatto scoprire un lato di me che mi era completamente sconosciuto, il piacere della comunicazione attraverso la scrittura (in cui difettavo e difetto alla grande per la mancata conoscenza delle primarie regole grammaticali).

L’incontro con nuove splendide persone (fra questi una citazione meritano: Tulip, Colino, Asia, Mauve, Shayna, Demetras, ns signora della land, Jack etc etc chiedo scusa a coloro che ho omesso) e la necessità di comunicare con loro attraverso una tastiera, mi ha costretto a cominciare a picchiare tasti (utilizzando un affermazione di Bitser Scarfiotti per chi non lo conosce http://bitserscarfiotti.blogspot.com/).

Il passaggio da picchiatasti per caso in sl a conduttore di blog (si fa per dire) invece è stato più semplice, sempre grazie al solito Doctor che mi dice: ma perchè non scrivi su un blog? e così via.

Ma dico io, uno che appena un anno fà l’espressione più felice che aveva era la faccia di Lerch della famiglia Adams il giorno in cui zio Fester gli schiacciò un piede, oggi può essere un buon intrattenitore di lettori su di un blog.

No o saccie, a voi l’ardua sentenza.

Comunicazione per chi si fosse connesso a questo post facendo una ricerca con la parola andropausa: consiglio come rimedio una connessione a sl o meglio scrivete scrivete scrivete.

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L’estate sta finendo.

maggio 29, 2008

No miei cari lettori, non sono impazzito e neanche ho dimenticato la progressione delle stagioni, la realtà è che più passano gli anni e più odio la cosidetta bella stagione.

Abito in una ridente (forse) cittadina del nord barese che si affaccia sul mare, quindi dovrei amare l’estate ma per me non è così e vi spiego perchè:

  1. soffro il caldo maledettamente e quindi ho già cominciato ad essere sudato ed emaciato;
  2. fra poco finiranno le scuole e quindi bisognerà provvedere a riempire le giornate dei pargoli;
  3. le ferie, stress assoluto, prenota, organizza e poi viaggio con figli che stanno fermi in auto il tempo di entrarci e dopo 5 minuti ti hanno rivoluzionato l’auto, le valige ed il sistema nervoso;
  4. ma ciò che meno sopporto dell’estate è l’arrivo degli invasori della città, che io distinguo in due categorie i vichinghi e gli unni.

I vichinghi sono i nativi del nord, di solito sono in numero non esoso e si distinguono per la smorfia di disappunto che gli si stampa sulla faccia 30 secondi dopo l’arrivo o quando gli rubano l’automobile. Mostrano il ribrezzo per l’organizzazione del paese e per le nostre abitudini.

Ma i peggiori sono gli unni, si tratta di paesani che si sono trasferiti per lavoro al nord o peggio all’estero (Svizzera, Germania o chissa quale altro stato), li noti subito perchè sono coloriti, con auto sgargianti e fanno di tutto per farsi notare dai vecchi amici o dai parenti. Il rientrante per le vacanze non la smette mai di parlare di quanto loro stiano meglio, per il fatto di stare fuori dal paesello si sentono autorizzati a sentenziare a destra ed a manca. Ma la cosa peggiore e che si lamentano per la sporcizia delle strade ma sono sempre pronti ad imbrattare, si lamentano per il traffico (miiiiiiiii il traffico la piaga peggiore estiva) e per il fatto che loro le cinture le portano sempre etc etc di regole rispettate, ma appena rientrati al paesello via alla trasformazione da Dr. Jackil e Mr Hide, niente cintura velocita che variano da passo di lumaca per passegiata sul lungomare a 500 miglia di indianapolis.

Ovvio, vi sono delle eccezioni a queste grandi categorie, ma purtroppo per ora non sono la regola.

Insomma, lettori gli unni sono i repressi che tornando al paese sfogano le loro repressioni.

Ma la cosa peggiore e che andando via affermano: “l’anno prossimo non ci torno ormai mi sono rotto, vado in Sardegna”.

Domanda ma chi ti chiama per tornare?

No perchè se me lo comunichi lo riduco in malomodo.

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Sabato pian piano se ne và!

maggio 24, 2008

E’ difficile che abbia il sabato mattina libero, di solito sono al lavoro.

Ma stamattina no, finalmente libero, la preparazione della mitica giornata era partita dalla notte precedente, ore 3,00 ancora connesso a S.L., già mi pregustavo una mattinata da coccolone, panza libera all’Oronzo Catozzo, ciabattina infradito con calzino categoricamente bianco e corto, ed una lunga serie di stravaccamenti da una zona all’altra della casa.

Ed invece se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo, avevo dimenticato la manifestazione dei bambini al palazzetto dello sport, mio figlio per l’eccitazione dell’avvenimento era già pronto alle 6,30 del mattino (ci alziamo, io non riesco a dormire) andiamo? andiamoooo! mentre la bimba: papà io vengo con te ma non faccio ginnastica!

Ore 9,00 fuori dal palazzetto, uno stormo di cavalli allo stato ebraico (disse una persona forbita), 350 bambini tra i cinque e sette anni (oggi ho capito cosa hanno provato gli Egiziani con la piaga delle cavallette) entrano tutti insieme trotterellando in un piccolo palazzetto dello sport, se non bastasse impianto stereo gracchiante a palla (3.500 db), da lì di botto come un esplosione vulcanica stile Pinatubo è arrivato un mal di testa di proporzioni cosmiche chissa perchè?

Dopo tre ore di sofferenza si torna a casa, pranzo veloce e per fortuna che oggi pomeriggio lavoro.

Forse mi passerà il mal di testa.